Minecraft: un futuro nelle scuole italiane?

Minecraft: un futuro nelle scuole italiane?

Fedisse · 26 marzo 2016

Alcune settimane fa, tramite un comunicato, Mojang annunciava il futuro rilascio di Minecraft: Education Edition, una particolare edizione del celeberrimo gioco a cubetti dedicata all'insegnamento che dovrebbe essere disponibile a partire da questa estate in via sperimentale.

Non si tratta della prima edizione dedicata all'istruzione, tanto che già da alcuni anni MinecraftEdu mette a disposizione una particolare versione di Minecraft che permette agli studenti ed insegnanti di svolgere vere e proprie lezioni attraverso il gioco.

Di cosa si tratta?

Il progetto nasce nel 2011, quando gli insegnanti Joel Levin e Santeri Koivisto capirono per primi le potenzialità in campo educativo di Minecraft prospettando di mettere in campo questo videogioco, fino ad allora utilizzato unicamente per attività ludiche, come strumento di educazione, apportando delle modifiche al gioco originale mirate ad affinarne le funzionalità.

Nello specifico sono state introdotte alcune features essenziali:

  • Impostazioni fortemente intuitive per far giocare contemporaneamente la classe;
  • Strumenti di amministrazione per gestire le lezioni;
  • Disponibilità di molte attività didattiche create da altri insegnanti, tra le quali numerose mappe interattive mirate ad un particolare periodo storico.

Sviluppi e diffusione

Il 19 Gennaio 2016, MinecraftEdu è stato acquisito da Mojang e non sarà più disponibile una volta rilasciata la nuova edizione di casa Microsoft, Minecraft: Education Edition.

Ma per quanto riguarda l’Italia? Quali potenzialità potrebbe avere questo progetto se applicato nelle nostre scuole? Lo abbiamo chiesto a Marco Vigelini, volontario nella rete CoderDojo, che ha introdotto con ottimi risultati MinecraftEdu all’interno dell’istituto comprensivo di Tolfa, in provincia di Roma.

All’inizio gli studenti non credevano di poter continuare una parte della loro didattica attraverso Minecraft, principalmente giocato a casa in tutt’altro modo. Poi, una volta preso confidenza con i mondi proposti, sono stati in grado di esprimere come al solito tutte le loro potenzialità: alcuni ragazzi sono riusciti ad andare oltre rispetto al loro consueto rendimento, in altre occasioni si è rafforzato lo spirito collaborativo di gruppo e in ogni sessione tutti gli studenti si sono dimostrati estremamente motivati e desiderosi di mettersi a studiare o di essere valutati con Minecraft.

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Conclusioni

Minecraft, videogioco in cui l'unico vero e proprio limite è la fantasia, continua a dimostrarsi davvero sconfinato per quanto riguarda le sue potenzialità. Per i giovani studenti che affrontano per la prima volta un nuovo argomento potrebbe rappresentare un vero e proprio punto di svolta ed alternativa alla classica lezione frontale, permettendo l'interazione virtuale e la vera e propria materializzazione di quanto spiegato verbalmente dall'insegnante.

I primi esperimenti condotti da Marco Vigelini sono un chiaro esempio di quanto possa essere fruttuoso l'apprendimento grazie a questo sussidio multimediale, in continua evoluzione.

Quali nuove introduzioni approderanno con Minecraft: Education Edition? In che modo verrà potenziato questo strumento? Non ci resta che attendere con ansia i mesi estivi, quando, come annunciato ufficialmente, verrà rilasciata questa nuova versione.

Riferimenti utili

 

Intervista

D. Quali pensi che siano i punti di forza del tuo progetto?
R. Il punto di forza è proprio Minecraft inteso come strumento didattico per avvicinare i ragazzi ad un uso consapevole delle nuove tecnologie e che li accompagni nel loro percorso di cittadinanza digitale: uno strumento che i ragazzi adorano perché stimola in continuazione la loro creatività e dove l'unico limite è la loro stessa immaginazione. Uno strumento inoltre che entusiasma e coinvolge allo stesso modo maschietti e femminucce, venendo di fatto riconosciuto come uno di quei pochi giochi inclusivi di genere.

 

D. Quali sono i tuoi obiettivi a breve, lungo e medio termine?
R. Nel breve termine desidero continuare a raccontare ad insegnanti curiosi di quanto Minecraft possa essere un valido strumento d'aiuto all'interno di una didattica volta anche a valorizzare le competenze tecnologiche ed informatiche che saranno richieste ai nostri ragazzi. Le indicazioni del recente Piano Nazionale Scuola Digitale sono chiare: introdurre le nuove tecnologie nelle scuole, diffondere l’idea di apprendimento permanente, estendere il concetto di scuola dal luogo fisico a spazi di apprendimento virtuali ed altro ancora.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama di recente ha invitato tutti gli studenti americani, a partire da quelli della scuola materna fino ad arrivare al più alto ordine di studi, ad essere attori protagonisti nei confronti del digitale, studiare ed imparare linguaggi (coding) che permettano di "scrivere" e realizzare le nostre idee nei dispositivi che quotidianamente utilizziamo, accrescere il pensiero e la logica computazionale, dichiarando che ormai l'informatica è una competenza di "base" necessaria sia per le immediate opportunità lavorative sia per essere in grado di conservare una competenza critica anche per tutto ciò che ruota intorno alle macchine digitali.

Nel lungo termine mi piacerebbe poter continuare a mettere a disposizione dei video tutorial diretti soprattutto agli insegnanti che raccontino le diverse tipologie di didattiche che possono essere effettuate con Minecraft, con dei veri e propri esempi pratici nati direttamente in classe.

 

D. Quali sono state le reazioni di studenti e insegnanti? Gli studenti hanno dimostrato un interesse congruo alle potenzialità del progetto?
R. All'inizio gli studenti non credevano di poter continuare una parte della loro didattica attraverso Minecraft, principalmente giocato a casa in tutt'altro modo. Poi, una volta preso confidenza con i mondi proposti, sono stati in grado di esprimere come al solito tutte le loro potenzialità: alcuni ragazzi sono riusciti ad andare oltre rispetto al loro consueto rendimento, in altre occasioni si e' rafforzato lo spirito collaborativo di gruppo e in ogni sessione tutti gli studenti si sono dimostrati estremamente motivati e desiderosi di mettersi a studiare o di essere valutati con Minecraft.

Insieme alla maestra abbiamo modificato e proposto in varie occasioni un mondo riguardante l'esplorazione dell'Antico Egitto: al termine di ogni laboratorio i ragazzi erano in grado di raccontare ai propri compagni quanto avvenuto nella loro personale esplorazione, citando riferimenti disseminati da noi insegnanti nel mondo Minecraft (solitamente nozioni che nella classica lezione frontale erano state volontariamente taciute) oppure descrivendo l'interazione avvenuta con personaggi del calibro di Cleopatra, Marco Antonio e del faraone Ramses II, fedelmente animati nella loro modalità NPC (non player character) oppure ancora dettagliando minuziosamente la sfarzosa stanza segreta celata all'interno della Sfinge alle cui due estremità sono riprodotte a forma di mosaico un bellissimo scarabeo reale e l'ankh, entrambi simboli sacri egizi.

Per quanto riguarda le reazioni degli insegnanti devo dire che possono essere tutte raggruppate, più o meno, all'interno delle reazioni di un qualunque adulto che vede per la prima volta Minecraft e tra questi mi ci metto anch'io: occhio torvo e sguardo infastidito. La grafica pixelata non aiuta certo chi si avvicina a questo fantastico strumento! Gli adulti hanno necessità di prendere estrema confidenza con la guida del proprio personaggio e tanti non sono abituati alla modalità di visione in prima persona. Superato questo scoglio iniziale, molti insegnanti cominciano a tirar fuori delle idee su come adattare Minecraft alla propria didattica: la collezione di mondi accessibili con MinecraftEdu, l'attuale versione educativa di Minecraft (Microsoft dopo l'acquisizione anche di TeacherGaming ha annunciato la propria versione educativa per la prossima estate) ha preso spunto proprio da questa esigenza e si è cominciato a creare dunque un repository di mondi didattici realizzati da docenti per docenti. Insieme all'insegnante che mi ha permesso di introdurre Minecraft nella sua classe (parliamo di elementari) abbiamo ottenuto la possibilità di tradurre in italiano la parte client e server di MinecraftEdu e ci stiamo ora occupando di tradurre quei mondi che riteniamo di adottare nelle prossime sessioni.

Vi assicuro che dopo cinque/sei sessioni la maestra è diventata completamente autonoma ed è ora in grado di installare mod e personalizzare i dialoghi dei giocatori NPC: entrambi continuiamo ad avere difficoltà nel ricordare come costruire determinati oggetti, ma grazie all'aiuto della mod Craft Guide o più semplicemente chiedendo ai ragazzi direttamente, una soluzione la troviamo sempre.

 

D. Parliamo ora delle attrezzature e strumentazioni informatiche a disposizione delle scuole al momento attuale. Pensi che siano sufficienti? Riguardo i costi di MinecraftEdu invece?
R. Per tenere in piedi un laboratorio scolastico ci vogliono competenze tecniche e risorse economiche. Ad Allumiere dove da circa due anni materna, elementari e medie convivono nell'unico plesso agibile non ci sono laboratori per i ragazzi, però con il supporto e la determinazione delle due insegnanti siamo stati in grado di introdurre, unici in Italia, il laboratorio MinecraftEdu: ogni ragazzo responsabilmente entra in classe con il proprio portatile mentre io porto e predispongo il server e tutta la connettività di rete necessaria (wired e wireless) per essere completamente autonomi ed operativi.

L'unico modo attuale per dotare la scuola di risorse economiche e attrezzature moderne è quello di stare dietro ai bandi promossi dal MIUR (di recente sono usciti quelli per l'adeguamento e potenziamento della rete WIFI, per le aule aumentate, i laboratori mobili ed altri sembrano essere in arrivo), il cui obiettivo è quello di provare a recuperare il terreno perduto nel campo dell'alfabetizzazione digitale rispetto agli altri paesi europei.

Veniamo ai costi di licenza. Quando all'inizio sono arrivato sul punto di scegliere tra la soluzione Minecraft (Mojang dunque) e quella MinecraftEdu (TeacherGaming su autorizzazione Mojang) ero molto più propenso verso quest'ultima per via della libreria dei mondi messa a disposizione per i docenti in continuo aggiornamento e perché ritenevo essere più accessibile alle conoscenze tecniche medie di un docente (immaginate una mod Minecraft che mette a disposizione del docente dei menù particolari, un'unica interfaccia da cui far partire il client ed il server, delle funzionalità aggiuntive, dei blocchi speciali etc). Quando poi dal punto di vista economico ho notato che l'istituzione scolastica aveva la possibilità di acquistare la versione educativa alla meta' del prezzo di quella ufficiale e che con la stessa licenza si otteneva un codice per "riscattare" comunque una licenza Minecraft non ho più avuto dubbi: della serie due piccioni con una fava, e si è scelta la versione educativa. In estate uscirà la nuova versione educativa frutto dell'acquisizione di Microsoft: chissà se dopo la soluzione BYOD (bring your own device) non sia possibile adottare, per ridurre all'essenziale i costi di una scuola, quella BYOL (bring your own license) dove i ragazzi portano a scuola le loro licenze Minecraft e rimangono a carico dell'istituto i costi dell'infrastruttura (e magari un server in cloud).

 

D. Pensi che l'Italia e le sue istituzioni siano pronte ad utilizzare questo strumento per l'educazione dei giovani studenti ?
R. Spero che sempre più insegnanti abbiano il modo di avvicinarsi e di apprezzare Minecraft. Pochi giorni prima di Natale sono stato invitato nei locali di Viale Trastevere a Roma dove ha sede il MIUR ed il gruppo dirigenziale che ha redatto il Piano Nazionale Scuola Digitale ha voluto toccare con mano il laboratorio Minecraft introdotto. L'interesse è alto e personalmente ritengo lo strumento come un punto d'arrivo. Non appena ho avuto modo di approfondire adeguatamente e di andare oltre la superficie Minecraft mi si sono aperti universi, non mondi, di possibilità: trovo adesso collegamenti con Minecraft in continuazione.

Parliamo per esempio di modellazione 3D, a mio parere una delle professionalità più richieste nei prossimi anni e chiediamoci perchè una società come Autodesk, leader nell'offerta di software CAD, CAM e animazione ad un certo punto offre, tramite la propria soluzione Tinkercad, la possibilità di esportare i modelli tridimensionali in formato "Minecraft" (file schematic)?

Pensiamo all'economicità di poter dotare tutti i ragazzi di un robot personale da "istruire e comandare" adeguatamente all'interno di Minecraft: riferendomi alla mod ComputerCraft, i ragazzi possono essere avvicinati alle logiche della programmazione, visuali e/o testuali, ed arrivare ad approcciare la linea di comando di un sistema operativo (CraftOS) quando si interfacciano con i robot avanzati di quella mod. Oppure ancora studenti che riescono ad interagire con il mondo tridimensionale di Minecraft, non più con i tasti classici del gioco, ma impartendo comandi attraverso linguaggi importanti come Python e JavaScript e magari programmare del codice affinché si accenda o spenga una torcia quando si rileva la presenza del proprio personaggio all'interno della casa. Personalmente adoro avvicinare il mondo virtuale con la realtà fisica ed a tal proposito stiamo testando una mod molto interessante.

Immaginate i ragazzi che preparano fisicamente dei lavoretti per la festa della mamma, del papà o per la prossima ricorrenza pasquale; immaginate ora che sia possibile caricare su un social network sicuro e per ragazzi (anche under 13) l'immagine digitalizzata del proprio lavoretto; immaginate ancora quanto sia importante per i ragazzi avere anche all'interno della propria costruzione virtuale in Minecraft il frutto di quella realizzazione fisica e provate a immaginare, per un'ultima volta, quanto sia gratificante per loro riuscire ad inserire facilmente nella loro bella casa pixelata virtuale il proprio lavoretto digitalizzato.

Attualmente la didattica scolastica sembra investita da quest'ondata di promozione delle competenze digitali: all'estero sono diversi anni che si sono accorti di Minecraft e lo hanno già introdotto con successo come strumento didattico per "aumentare" virtualmente le proprie classi. Vediamo cosa succederà in Italia. Noi ci stiamo provando.

 

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